La volontà Aziendale di minimizzare l’impatto ambientale dell’attività industriale attraverso un’attenta definizione del ciclo tecnologico di trasformazione e l’impiego delle migliori tecnologie e dei più moderni metodi di produzione, evidenziata nella propria Politica, trova compimento anche, e soprattutto, nella gestione e il recupero dei rifiuti. Ciascun stabilimento, all’interno del Sistema di Gestione basato sullo standard ISO 14001, si è dotato di specifiche procedure che regolamentano questa attività e garantiscono, in primis il necessario rispetto delle normative, ma soprattutto il continuo miglioramento della performance teso a ridurre il quantitativo dei rifiuti prodotti e garantire il riciclo degli stessi.

Le attività di gestione consistono nella raccolta differenziata dei diversi tipi di rifiuto, nella corretta caratterizzazione dello stesso, attraverso classificazioni merceologiche o analisi chimiche, nella movimentazione interna senza che vi siano possibilità di accidentali spandimenti, nello stoccaggio in idonee aree di deposito temporaneo, nella definizione di rapporti contrattuali con ditte specializzate nel recupero/smaltimento, nella gestione di tutti gli adempimenti, anche burocratici, che garantiscano la tracciabilità del rifiuto fino all’arrivo al destinatario finale.

Il 2020 è stato per gli stabilimenti italiani, anche per la difficoltà del periodo, un anno di transizione in cui si sono consolidate e leggermente migliorate le percentuali di rifiuti avviate a recupero, sfiorando o superando, in alcuni siti, il 90% dei rifiuti prodotti.

Per quanto riguarda invece gli stabilimenti asiatici, a fronte di una stabilità del sito vietnamita, si è assistito in India ad un considerevole decremento produttivo, dovuto al lockdown che ha portato ad una considerevole riduzione del quantitativo dei rifiuti prodotti. Va infine segnalato che la ripartizione tra rifiuti pericolosi e non pericolosi, come pure la possibilità di avviarli a recupero, risente ed è influenzata dalle normative locali.

Rifiuti prodotti nei siti produttivi del Gruppo Piaggio

Rifiuti prodotti nei siti produttivi del Gruppo Piaggio

L’analisi per tipologia di rifiuti prodotti evidenzia la predominanza di rifiuti metallici (ferro, alluminio, torniture, etc.) e degli imballaggi (cartone, legno etc.) A titolo esemplificativo nello Stabilimento di Pontedera si producono circa 3.400 tonnellate di imballaggi e 2.000 tonnellate di metalli, ovvero le due famiglie di rifiuti costituiscono circa il 75% dei rifiuti prodotti.

Assenza di contaminazione del suolo

Anche nel corso del 2020, come negli anni precedenti, gli stabilimenti Piaggio non sono stati interessati da sversamenti o eventi inquinanti di particolare significatività.

Per i siti di Mandello e Pontedera si segnala che sono in corso attività di bonifica a causa di contaminazioni di origine storica dei siti. Le situazioni predette sono emerse durante delle demolizioni, per quanto riguarda Mandello, mentre per Pontedera durante campagne di monitoraggio ambientale. In entrambi i casi gli inquinanti rinvenuti non sono utilizzati negli stabilimenti da diversi decenni, comprovandone l’origine storica. Conformemente agli obblighi normativi le due situazioni sono state comunicate agli enti preposti e vengono gestite nel rispetto delle prescrizioni impartite.

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